Turismo, aprile magro
Perse 100mila notti

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Sarà la pioggia di questa strana primavera, saranno le difficoltà economiche, ma comincia in negativo la fase clou della stagione turistica per Firenze, anche se il colpo d’occhio delle strade e delle piazze del centro regala una folla smaniosa di visitatori. Secondo i dati delle rilevazioni ufficiali raccolte dall’ufficio statistica della Direzione Sviluppo economico della Provincia, elaborati dal Centro Studi Turistici su un campione di oltre 1.700 strutture ricettive, l’andamento dei flussi turistici di aprile è stato caratterizzato da una diminuzione sia degli arrivi sia dei pernottamenti turistici sul territorio provinciale. Il che si traduce in un minor tasso di occupazione delle camere, tema particolarmente caro agli albergatori.

Il calo stimato in provincia si aggira intorno ai 7 punti percentuali per ciò che riguarda il numero dei turisti arrivati, mentre sale fino ai 9,5 punti percentuali quello dei pernottamenti effettuati, concentrato per la maggior parte nel settore extralberghiero (-13%), che manifesta un andamento peggiore rispetto a quello degli alberghi (-6,9%). Guardando ai numeri, si stimano complessivamente per aprile 1.000.356 presenze, contro le 1.105.531 di dodici mesi prima. Oltre centomila notti in meno dunque, che in termini economici hanno un peso non indifferente. Meglio anche se di poco vanno le cose nel capoluogo, dove la diminuzione dei pernottamenti è del 6% rispetto al 2012. Una tendenza che secondo alcuni addetti ai lavori sembra confermarsi anche per il mese di maggio.

Tra i possibili motivi di questa variazione negativa potrebbe includersi la Pasqua anticipata di fine marzo, anche se è probabile che la ragione principale sia la tendenza degli italiani a contenere gli spostamenti a seguito della crisi. Segnale positivo è invece la relativa tenuta del mercato internazionale, particolarmente importante considerando che la spesa media giornaliera di un turista straniero è di 350 euro contro i 185 di un italiano. A testimonianza della necessità di trovare un equilibrio tra qualità e quantità, sempre più instabile nell’epoca del turismo di massa.

Altro segnale positivo è quello che riguarda l’affluenza nei musei statali, in crescita sia per gli Uffizi che per la Galleria dell’Accademia, per il Bargello e Palazzo Pitti. Se si riduce la permanenza media, difficile è insomma rinunciare a un faccia a faccia con le eccellenze del Rinascimento. Malgrado le code.

Infine i prezzi delle camere, che rimangono contenuti secondo il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi, per un motivo essenziale: “La logica delle tariffe è in funzione delle richieste e in questo momento sono in diminuzione, perché l’offerta è molto più alta della domanda. A Firenze si è assistito a un aumento dell’offerta che è andata ben oltre alla crescita dei turisti”. (Maurizio Abbati)

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