Turismo, la Toscana
supera la prova estate

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Il turismo in Toscana sembra tornare a crescere, anche se con percentuali risicate, ma soprattutto con evidenti macchie di leopardo, in cui a zone di luce come le città d’arte si contrappongono altre zone scure come il termale, la montagna e anche il balneare, dove al segno più dell’alberghiero dovrebbe coincidere un meno per quanto riguarda gli affitti turistici. Secondo i’indagine realizzata dal Cst di Firenze per Toscana Promozione, condotta su un campione di 796 imprese ricettive, il trimestre giugno-luglio-agosto dovrebbe segnare il più 0,7% di arrivi e il più 0,5% di pernottamenti grazie ai mercati esteri e al ritorno degli italiani in agosto, anche se il mercato interno resta piuttosto debole.

Giugno è stato sicuramente il mese peggiore (-1,3% di arrivi e -1% di presenze) per la contrazione della domanda italiana (-3,6%), solo parzialmente compensata dai pernottamenti dei turisti stranieri (+1,4%). Luglio ha registrato andamenti altalenanti, con segnali di netto recupero nella seconda parte del mese, grazie alle provenienze dall’estero (+3% di presenze) che hanno riportato i valori sui livelli di stabilità. I flussi di agosto, invece, sono stati una boccata di ossigeno per il sistema turistico regionale, con una evidente ripresa della domanda italiana (+0,6%) proseguita fino alla quarta settimana. Significativa anche la quota di stranieri (+3%) e secondo il giudizio degli intervistati l’andamento del mese centrale ha consentito di recuperare abbondantemente il gap di inizio stagione.

I dati segnalano dunque un’offerta che ha saputo tener fronte alla crisi, anche se non in maniera omogenea. Il balneare sembra abbia retto meglio di altre destinazioni (+0,5% di pernottamenti), in particolare l’Arcipelago (che esce tuttavia da anni difficili), la Costa degli Etruschi, la Versilia e la Maremma. Leggermente migliori i risultati delle aree della collina/campagna (+1,1%), anche se il trend è stato disomogeneo e in alcuni casi si è registrata una leggera flessione della domanda estera. Anche la risorsa culturale ha continuato a registrare dati di crescita (+1,2%) e gli incrementi più significativi sono stati rilevati per i mercati extraeuropei. In flessione, invece, il prodotto montagna (-1,2%) e termale (-1,6%).

Gli arrivi dalla Germania hanno evidenziato un discreto incremento. Per Austria e Svizzera si stima un trend di stabilità, anche se i mercati prediligono i viaggi nella stagione primaverile e autunnale. È continuato il trend positivo degli arrivi dal Belgio, Olanda, Francia e Paesi Scandinavi. Stabile l’andamento delle provenienze dal Regno Unito. Le indicazioni migliori sono per il mercato russo. Per gli Usa si registrano dati contrastanti, mentre aumentano gli arrivi dal Giappone. In generale crescono anche i mercati Bric, ad eccezione del Brasile che mostra qualche segno di flessione.

Anche settembre dovrebbe segnare un trend di stabilità o di leggera crescita. Ad oggi, l’andamento degli hotel a 4/5 stelle è stimato in aumento, mentre per l’extralberghiero si prevede una flessione. I prodotti con le migliori aspettative sono le città d’arte e la costa.

Indicazioni confortanti tutto sommato, se le stime effettuate dovessero corrispondere poi ai dati definitivi, soprattutto perché dimostrano che il brand Toscana continua a tenere e che l’appeal resta forte soprattutto all’estero. Servirà adesso una strategia mirata e concertata per favorire un nuovo sviluppo, con investimenti decisi per rilanciare i settori più in difficoltà e offrire sostegno alle località che vogliono operare una riconversione. Perché il turismo si conferma un motore imprescindibile dell’economia regionale.

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