La crisi economica morde anche i tassisti

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Anche il tassametro gira di meno per colpa della crisi economica, che sta determinando una riduzione anche nell’utilizzo delle auto pubbliche. I tassisti – 750 unità in tutta la provincia di Firenze e circa 1.200 in tutta la Toscana si scoprono così una categoria che al pari di altre sconta una situazione di forte difficoltà e di calo del giro d’affari, che dal 2008 ad oggi avrebbe perso il  40% della redditività, a fronte di tassazioni sempre crescenti.

E’ quanto emerso in un incontro organizzato da Confartigianato Taxi Firenze, in cui si è per prima cosa cercato di sfatare il mito di una categoria avvantaggiata e che anzi si trova a fare i conti con una serie di difficoltà che ostacolano il lavoro. “Lasciando il mondo dei sogni e tornando su questa terra le criticità abbondano – spiega Simone Andrei, presidente dei tassisti Confartigianato Toscana e Firenze – Eccesso di offerta a fronte di una domanda sempre più contratta dalla crisi; incremento della pressione fiscale diretta e indiretta; la difficoltà nella gestione della chiusura attività (i tassisti non possono chiudere attività pena la decadenza della licenza); concorrenza sleale di settori affini e vettori esteri tanto per citare qualcuna”.

Una situazione di cui pagano il prezzo soprattutto i giovani, in forti difficoltà di fronte agli impegni economici propri dell’avvio di un’attività e a una concorrenza che Confartigianato non esita a definire sleale dilagante negli ultimi anni, come gli shuttle, i tour operator, chi organizza congressi, fiere e manifestazioni e finanche le auto di cortesia. E ora ci si mettono anche le app per smartphone che hanno iniziato a trasformare il sistema di spostamento su taxi e auto a noleggio in  alcune grandi città.

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