Il Bargello accende le luci su Machiavelli

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Da martedì 16 a domenica 21 giugno arriva nel Cortile del Museo Nazionale del Bargello il capolavoro più originale del teatro comico del Cinquecento italiano, “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli. Un lavoro “principe” nello smascherare l’ipocrisia di qualsivoglia autorità. Un nuovo, importante appuntamento della rassegna “Il Teatro della Toscana al Bargello”, tra le proposte cardine dell’Estate Fiorentina 2015. La beffa fiorentina per eccellenza, tra i primi testi in prosa italiana, grazie alla Fondazione Teatro della Toscana torna ad abitare tra le storiche mura del Cortile del Museo Nazionale del Bargello, luogo tanto suggestivo quanto fondamentale per la biografia del suo autore. “Il Bargello ha una valenza storica particolare”, afferma il capocomico Fabio Baronti, “qui c’era il vecchio tribunale frequentato da Machiavelli, che venne rinchiuso proprio nelle sue carceri sotterranee quando fu incriminato per tradimento verso i Medici. Rappresentare un testo dove l’autore ha vissuto momenti salienti della sua vita è per noi affascinante e stimolante”. “I costumi di Giancarlo Mancini, realizzati da Pino Crescente, sono stati concepiti pensando ai colori di Firenze”, spiega Baronti, “il grigio della pietra serena, il rosso dei tetti e il beige degli intonaci esterni delle case. Abbiamo mantenuto la massima fedeltà al testo, che seppur cinquecentesco, mostra una musicalità nell’ascolto che favorisce la massima comprensione di questa ‘lingua’ che costituisce una base fondamentale per il nostro linguaggio moderno”.

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