Sulle tracce di Leonardo con la Tavola Doria

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Dal 7 luglio al 7 ottobre presso le scuderie del castello di Poppi in Casentino va in scena la mostra “Nel segno di Leonardo. La Tavola Doria dagli Uffizi al Castello di Poppi”, promossa e organizzata dal Comune di Poppi in collaborazione con la Galleria degli Uffizi. Si tratta di un evento che lascerà tutti con il fiato sospeso perché al centro di un emozionante allestimento multimediale ad alta tecnologia verrà esposto uno dei dipinti più celebri e contesi dell’arte italiana del Cinquecento.

L’opera, illegalmente esportata dall’Italia, dopo una lunga peregrinazione fra Germania, Stati Uniti, Giappone e Svizzera, nel 2012 è rientrata miracolosamente nel nostro paese con tutti gli onori. Tanto da essere esposta in prima istanza al Palazzo dei Quirinale e due anni dopo alla mostra “Memorie di capolavori di Leonardo” allestita nella sala delle Carte Geografiche agli Uffizi.

Contesa in passato fra il sultano del Brunei e il fondatore della Microsoft, Bill Gates, la Tavola Doria è un dipinto a olio su tavola che raffigura la lotta per lo stendardo, la scena centrale della Battaglia di Anghiari, il leggendario affresco di Leonardo (andato perduto) nella parete destra del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, che secondo il programma originale della decorazione avrebbe dovuto illustrare il sanguinoso scontro che il 29 giugno del 1440 ad Anghiari mise di fronte l’esercito dei Visconti, duchi di Milano e una coalizione composta da truppe fiorentine, pontificie e veneziane.

La Tavola Doria, la cui paternità in passato è stata a lungo contesa fra Leonardo e un pittore fiorentino della prima metà del Cinquecento, viene esposta al Castello di Poppi con l’attribuzione a Francesco Morandini, detto il Poppi, avanzata dal professor Louis A. Waldman del Dipartimento di Arte e Storia dell’Università di Austin.