Riapre la Biblioteca
di Michelozzo

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A oltre un anno dall’avvio dei lavori di restauro, riapre al pubblico la Biblioteca di Michelozzo, gioiello architettonico rinascimentale commissionato da Cosimo il Vecchio de’ Medici e realizzata all’inizio della seconda metà del XV secolo come parte integrante del complesso conventuale domenicano di San Marco, oggi inserita nel percorso storico-artistico e architettonico dell’omonimo museo. L’intervento di restauro – diretto dal responsabile tecnico del Museo di San Marco, Claudia Gerola, e realizzato con fondi ministeriali per un totale di 150mila euro – ha riguardato in larghissima parte la pavimentazione che da anni presentava continui rigonfiamenti in zone diverse dell’ambiente; inoltre, precedenti parziali interventi di ripristino della funzionalità del pavimento per la fruibilità della sala avevano generato una situazione disomogenea molto evidente. Da qui la necessità di predisporre un progetto per il rifacimento della pavimentazione nell’intera sala con l’impiego di tecniche costruttive idonee all’eliminazione di tali problematiche. “La Biblioteca di San Marco – ha detto il soprintendente ad interim per il Polo Museale Fiorentino, Alessandra Marino – è uno di quegli spazi in cui si racchiude il senso stesso dell’Umanesimo: spazio raccolto e puro, segnato da una sequenza ritmica che costituisce quasi un paradigma dell’architettura prospettica; luogo deputato alla conservazione e allo studio, alla concentrazione e alla calma. La sua riapertura è un momento gioioso che nuovamente ci restituisce un luogo in cui gli interventi di adeguamento alle attuali esigenze di uso non hanno in alcun modo turbato il senso di sospensione e di magica bellezza che da sempre lo caratterizza”. “Ritengo che l’intervento eseguito – ha aggiunto la direttrice del Museo di San Marco, Magnolia Scudieri – per il Museo di San Marco rivesta una particolare importanza per aver cercato di coniugare le esigenze di moderna funzionalità di un ambiente espositivo con quelle storiche e conservative di un luogo monumentale, riuscendo a portare anche un accrescimento didattico alla fruizione”.

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