Più soldi dalla terra per salvare l’agricoltura

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Una legge che fermi il consumo di suolo agricolo e salvi le colture dall’avanzata del cemento. E’ quanto chiesto durante il convegno fiorentino della Confederazione italiana agricoltori alla presenza del presidente della Regione, Enrico Rossi, del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e quello dell’Agricoltura Maurizio Martina. Da parte sua Rossi ha ricordato anche le difficoltà riscontrate nel portare avanti il nuovo progetto di legge regionale sul paesaggio, che su alcuni aspetti ha trovato le resistenze anche di parte degli agricoltori, come ad esempio sulla questione del reimpianto dei vigneti. Ma grazie al Pit, ha spiegato il governatore, sono state introdotte anche delle aperture, come la possibilità di coltivare nuovamente aree ex agricole, poi invase dal bosco, o la possibilità di fare annessi agricoli in maniera più semplice rispetto a prima. Aldilà di ogni legge, il modo migliore per tutelare il suolo resta però garantire la redditività del lavoro agricolo, oggi quanto mai scarsa. Come dimostra il fatto che, a livello nazionale, in dieci anni gli occupati nel settore sono scesi dal 4,7 al 3,9% secondo i dati Istat. “Abbiamo perso 100mila ettari di agricoltura in Toscana, dobbiamo – ha detto Rossi – trovare il modo di rendere redditizia l’attività, questo è il nodo, altrimenti tutto quello che diciamo è come scritto sull’acqua”. Operazione non semplice, se si escludono produzioni particolari quali appunto il vino, che grazie all’export garantisce entrate maggiori di quanto possa accadere con ortaggi, cereali e frutta, che soffrono invece la concorrenza dei prodotti stranieri. E’ pur vero che la situazione in Toscana è migliore rispetto ad altre regioni, grazie alla grande presenza di prodotti a denominazione controllata, che rappresentano il tentativo di portare avanti un’operazione qualità. Ma in genere l’agricoltura produce scarso reddito e questo ha portato all’abbandono progressivo delle campagne. L’obiettivo è dunque incentivare il recupero del suolo, ma non è un’operazione che può essere sostenuta e finanziata per sempre. Le nuove imprese dovranno riuscire a camminare da sole. (Ma.Ab.)

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