Ricostruiamo. Confindustria lancia la sfida per la ripresa Sul palco del Teatro Comunale anche Luca di Montezemolo, dopo Rossi e Nardella

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“Ricostruiamo”. E’ la parola d’ordine che ha fatto da cardine attorno a cui ha ruotato l’Assemblea annuale di Confindustria Firenze, per la seconda edizione consecutiva ospitata dal Teatro Comunale, che si è rivelata una cornice davvero interessante e una scelta vincente. Così come vincente è stata la scelta di affidare al presidente Bettini il ruolo di anchorman e il compito di gestire dal palco gli ospiti, tanto che per complimentarsi con lui Luca di Montezemolo, ospite d’onore, lo ha “ribattezzato” in maniera scherzosa Bruno Vespa. Tema principe dell’assemblea è stata le voglia di ripresa, la necessità di digerire il boccone amarissimo della crisi che tuttora continua a colpire il nostro Paese e trovare le soluzioni per rilanciare, per fare tornare a crescere la produzione industriale, per diventare sempre più accoglienti nei confronti degli investitori stranieri, creare insomma le condizioni per guardare al futuro e raccogliere le sfide che l’economia globale impone. Il presidente della Regione Rossi e il sindaco Nardella si sono coralmente dichiarati pronti a procedere nella direzione di porre le condizioni per facilitare la vita delle imprese, partendo dall’ammodernamento infrastrutturale, che resta la base per incrementare la attrattività del territorio. E qui si è tornati a parlare ancora una volta dell’aeroporto Vespucci, immancabile presenza che ogni anno ricompare, quasi come se fosse diventato un simbolo, l’emblema delle cose da fare. Poi la parola è andata alle imprese e si è passati a confrontarsi col tema della competitività, dell’internazionalizzazione, dell’innovazione. Fino ad arrivare all’intervento di Montezemolo, che ha chiesto a tutti un atto di coraggio, spirito di iniziativa, di guardare oltre la crisi, di far sentire la propria voce alla politica, per far capire che le imprese non hanno altro tempo da perdere. Montezemolo che ha assunto esempi dalle sfide che attendono costantemente la Ferrari o della scelta di creare un competitor privato alle Ferrovie, rompendo con Italo il monopolio del trasporto ferroviario. E ha poi affermato che le imprese devono fare la propria parte per il rilancio del sistema paese, indipendentemente dalla loro dimensione. Ci vuole insomma il coraggio di investire e scommettere su manager capaci. (Ma.Ab.)

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