Sortilegio, la sabbia diventa cemento. Spiagge minacciate Dal 1988 al 2011 cancellati 12 chilometri di costa. L’allarme di Legambiente

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Là dove c’era la spiaggia ora c’è una città. Si potrebbe parafrasare così una vecchia nota canzone di Adriano Celentano, per rilanciare l’allarme di Legambiente sulla situazione delle coste toscane. Coste che assistono alla costante avanzata del cemento. Tanto che su un totale di 410 km di costa – da Capalbio al confine con il Lazio, a Marina di Carrara, al confine con la Liguria – 181 km, cioè il 44% del totale della costa toscana risulta modificato inesorabilmente da interventi edilizi negli ultimi due decenni, che hanno cancellato ben 12mila metri di costa.  Lo studio di Legambiente sul consumo di suolo delle aree costiere ha analizzato la costa toscana in un arco di tempo che va dal 1988 al 2011. Grazie alla sovrapposizioni delle foto satellitari è stato possibile fare un raffronto con quella che era l’occupazione della costa all’epoca e come si è evoluta nei 23 anni presi in esame. Malgrado i vincoli paesaggistici esistenti sono stati cancellati 12mila metri di paesaggi costieri toscani in gran parte a favore di nuove seconde case, per infrastrutture, per l’espansione di alcuni agglomerati che si susseguono lungo la costa, e per attività turistiche. Più precisamente, sono 65 i chilometri occupati da infrastrutture portuali e industriali; 25 i chilometri di paesaggi urbani ad alta densità (ossia i principali centri sulla costa), mentre l’edificazione diffusa e meno densa occupa 91 chilometri. I tratti ancora “integri”, perché liberi da insediamenti, si distinguono tra 69 chilometri che si possono considerare paesaggi agricoli e 160 chilometri di costa con caratteri naturali. Rimarchevole secondo Edoardo Zanchini,  vicepresidente nazionale di Legambiente, è il fatto che solo il 15% della costa risulti sotto tutela ambientale. Particolarmente attenzione andrà riservata a quei tratti di costa ancora integri, presenti soprattutto a sud, tra Grosseto e Follonica, tra Piombino e Riva degli Etruschi. Per questo il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, chiede alla Regione di “approvare la proposta di Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano paesaggistico che è all’esame del consiglio regionale, in quanto sceglie una chiara direzione di tutela del territorio costiero”.

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