Giù il bandone. La sofferenza del commercio di vicinato

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Prosegue la sofferenza del commercio di vicinato. Secondo l’osservatorio sulla demografia d’impresa realizzato da Confcommercio con il contributo del Centro studi delle Camere di commercio Tagliacarne, nel comune di Firenze mancano all’appello mille esercizi commerciali nel confronto tra 2023 e 2012. Delle mille imprese in meno circa la metà si è persa tra il 2019 e il 2023. E le nuove aperture non riescono ancora a colmare i vuoti lasciati da chi ha deciso di tirare giù il bandone per sempre. Una crisi che si estende praticamente a tutti i settori merceologici del commercio, dagli alimentari a moda, librerie e altro ancora. A mantenere valori positivi sono solo le tabaccherie e gli esercizi specializzati di telefonia e informatica (ma questi ultimi aumentano solo in centro), ma soprattutto le attività di vendita alternativa come e-commerce, corrispondenza, porta a porta, distributori automatici e simili (+90 in totale). In valori assoluti, il numero più alto di assenze si registra fuori dal centro storico (-674 nel confronto tra 2012 e 2023), rispetto al centro storico (-332). Dall’analisi di Confcommercio emerge poi che anche le imprese del settore turistico stanno rallentando la loro corsa, molto più brillante fino alla vigilia della pandemia. Per intendersi, rispetto al 2012 i numeri di bar, ristoranti e strutture ricettive sono positivi (+364 in valori assoluti), ma si sono perse 220 unità rispetto al 2019. Probabile l’effetto negativo della pandemia, unito alla crisi congiunturale in atto a livello nazionale e internazionale.