“The Pride”: l’amore, l’orgoglio, il pregiudizio

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Raramente il cambiamento dei costumi e dell’etica quotidiana passa attraverso rivoluzioni, sanguinose quanto improvvise. Si tratta spesso di un macerarsi lento, di vittime silenziose, in cerca di affermare la propria identità e la propria dignità, sbattendo contro il muro spesso del pregiudizio. Così come è accaduto per l’amore gay, un amore senza orgoglio, non fino a quando è subentrata consapevolezza di quella dignità, schiacciata dal peso della paura di manifestare i propri sentimenti e la propria “differenza”. E’ la storia di questo affermarsi lento e doloroso dell’orgoglio che ci racconta Alex Kaye Campbell, l’autore di “The Pride”, in scena alla Pergola in questi giorni e fino al 20 dicembre. Un lavoro teatrale forte in certe accezioni, ma allo stesso tempo divertente, ironico e tragico, splendidamente interpretato da Luca Zingaretti, così come da Valeria Milillo, Riccardo Bocci e Alex Cendron. Due storie che si intrecciano a più di 50 anni di distanza e raccontano due momenti diversi di questa lenta affermazione dell’orgoglio gay, che nel 1958 ancora non esiste, soffocato dal desiderio di disconoscimento, dalla paura e la quasi convinzione che si tratti di malattia. Ma che nel 2015 ancora teme di manifestarsi nella sua complessità e talvolta soffre ancora di un complesso di “diversità”. Al di là di questo, uno spettacolo davvero godibile. Da vedere. (Ma.Ab.)

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