Sbloccare le infrastrutture in Toscana vale 116mila posti

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Sbloccando e portando a compimento le infrastrutture già autorizzate e finanziate in Toscana si avrebbe nei prossimi 5 anni un impatto complessivo sul Pil di circa 8 miliardi di euro e si creerebbero 116mila posti di lavoro (23.200 all’anno) per tutta la filiera nella fase di cantierizzazione. A regime poi, gli effetti sullo sviluppo della regione sono quantificabili in un incremento di 2,7 miliardi di produzione annua e 28mila unità di lavoro. E’ il quadro (elaborazione Istel-Cisl su dati Istat, Irpet, Regione Toscana) tracciato in un convegno organizzato dalla Cisl Toscana. Il segretario generale Riccardo Cerza ha passato in rassegna una ad una, quantificandone il valore e l’occupazione attesa, le principali opere, già deliberate e finanziate, che attendono di essere sbloccate: terza corsia dell’A/1 e della A/11, Tirrenica, assi di Lucca, Fano-Grosseto, nodo fiorentino AV, raddoppio ferroviario Pistoia-Lucca, raddoppio ferroviario ed elettrificazione Empoli-Granaiolo, raddoppio Pontremoli-Aulla, Darsena Europa e raccordi Livorno, interventi Piombino, masterplan aeroporti Galilei e Vespucci, porto e retroporto Marina di Carrara, infrastrutture sanitarie, opere viarie minori. Opere che permetterebbero di ridurre il pesantissimo gap infrastrutturale accumulato rispetto ai principali paesi europei e di ridare fiato al settore delle costruzioni. In Toscana l’edilizia tra il 2008 e il 2018 ha perso 28mila addetti, 3500 imprese, il 19% della massa salari, il 48,7% dei permessi a costruire, mentre i bandi di gara sono passati da 1589 a 785.