Turismo, bene rinvio della legge regionale

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“Decisione saggia e ponderata quella presa dal Consiglio Regionale di rimandare l’approvazione delle modifiche alla legge sul turismo al prossimo consiglio regionale”: è la dichiarazione che il presidente di Federalberghi Toscana, Paolo Corchia, ha rilasciato all’indomani della approvazione della proposta della terza commissione consiliare  di rinviare alla prossima legislatura la modifica del Testo Unico delle Leggi in materia di Turismo, la LR 42 del 2000. “Una materia così complessa, continua Corchia, ha bisogno di tutti gli approfondimenti necessari affinché le modifiche risultino efficaci ed efficienti per migliorare la competitività della Toscana nel mercato turistico, che sta diventando ogni giorno sempre più competitivo. La Federalberghi ha sempre sostenuto che era meglio nessuna legge che una pessima legge, non certo per spirito conservatore o per sostenere che la attuale legge è la migliore possibile, ma per sottolineare che i percorsi di cambiamento devono essere fatti in modo concertato e approfondito, considerando le ragioni di tutti i soggetti interessati e in primo luogo delle aziende alberghiere, che rappresentano la spina dorsale di qualunque sistema turistico che voglia definirsi competitivo a livello internazionale”. “Non è stato facile né semplice, ha detto ancora il  presidente di Federalberghi, intraprendere un percorso di opposizione alla modifica della LR 42, proponendo emendamenti chiari per una giusta regolamentazione dei bed & breakfast, delle locazioni immobiliari ad uso turistico, di una nuova regolamentazione delle Case Appartamento Vacanze, delle più svariate forme di proposta di alloggio, di uno specifico riferimento alla tutela contrattuale dei lavoratori impiegati nel settore.  Come Federalberghi, ha sottolineato Corchia, abbiamo scelto di puntare, in Consiglio Regionale, su di una rappresentazione reale del fenomeno dei flussi turistici, denunciando come la Toscana sia al terz’ultimo posto dei pernottamenti in albergo, e cioè il al  52 % contro l’ 84,1 % del Lazio ed il 79 % dell’Emilia Romagna, come il settore alberghiero tradizionale (alberghi ed Rta) nonostante tutto pesi per l’85% dell’occupazione di manodopera dell’intero settore ricettivo, garantisca di gran lunga la maggioranza delle entrate tributarie dell’intera offerta ricettiva, produca un moltiplicatore pari a tre come indotto economico su altri settori, in particolar modo l’artigianato e la piccola e media impresa regionale. E che dunque si trattava di un settore di impresa da tutelare, come già hanno fatto Lazio ed Emilia Romagna, in un quadro di reale ripresa economica e sociale della regione”. “Abbiamo trovato ascolto,  ha concluso il presidente di Federalberghi,  e per la verità non ne dubitavamo, soprattutto tra i componenti la terza commissione consiliare, che non a caso ha proposto il rinvio della riforma alla prossima legislatura, giudicando i tempi troppo stretti per un intervento legislativo che potrà avere profonde conseguenze sul settore anche in termini di innovazione di un nuovo modo di pensare all’offerta ricettiva regionale, rispondendo da un lato ai cambiamenti del mercato ma dall’altro garantendo regole di concorrenza ai diversi soggetti imprenditoriali ma soprattutto adeguate tutele per il consumatore e per chi nel settore ci lavora”.

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